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Milano. Questa città è conosciuta
come sapete per l'importanza economica, la moda, l'Accademia
di Belle Arti e per la quantità dei negozi dove fare acquisti.
Mi chiamo Marina e per me che, come i miei genitori, sono nata
e cresciuta in questa città Milano è la scatola
dei ricordi impolverata dalla nostalgia che un po' tutti conserviamo
da qualche parte nel ripostiglio.
Per me Milano è una brioche appena sfornata alle 4 di
mattina, è la nottata passata all'idroscalo a vedere gli
aerei decollare, è il Capodanno nella neve, è la
pace del Duomo nelle ore di punta, la nebbia sui Navigli, l'anguria
al chiosco in piazza, l'aperitivo al bar Magenta....
"I dolci ricordi"
Di che altro potrei parlarvi se non di dolci? Mia madre Francesca racconta che prima ancora che imparassi a camminare,
sono stata trovata a gattoni davanti alla credenza aperta a
pasticciare con la polenta al gorgonzola avanzata a mezzogiorno,
in cerca di gusti "forti". Probabilmente ero stufa delle pappine insipide di pollo e verdure
lesse che si danno ai bambini.
Fin da piccolissima quindi, mi fu ben chiaro che la cucina è
uno dei piaceri della vita e non ci misi molto a scoprire che
i dolci sono uno dei piaceri della cucina.
I primi "dolci" ricordi sono legati alla mia bisnonna Rina che
preparava merende semplicissime e velocissime come l'uovo sbattuto
con zucchero e marsala, la besciamella con le uvette, la ricotta
con miele e cacao...
Un giorno alla settimana era il turno di mio nonno di allietare
la famiglia, così tutte le domeniche mattine dopo essersi
recato alla messa, passava per la pasticceria "Villa", accanto
alla chiesa del quartiere, quando Milano sembrava ancora un
paese e non una grande città Ricordo che mio nonno Luciano
ci portava sempre un cabaret di cannoncini alla crema, bignè
assortiti e fiamme al cioccolato e mai si dimenticava qualcosa
di speciale da dare solo a me: un animaletto di zucchero colorato
e un disco di filastrocche per bambini.
A questa tradizione domenicale (messa e pasticcini), allora piuttosto comune, si aggiungeva quella familiare di mia nonna Lina che preparava instancabilmente vari
tipi di dolci. La torta di uva americana, la ciambella bicolore,
la crostata di marmellata, le frittelle di mele, il tiramisù e
soprattutto, ad ogni Carnevale cucinava delle insuperabili chiacchiere,
delle frittelle rettangolari, sottili e croccanti al profumo
d'arancia, che mai ho mangiato tanto squisite in nessun luogo. |
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| Il mio bisnonno da sinistra il primo seduto con la sua compagnia. È una foto scattata alla fine dell'800 ai giardini di Porta Venezia. |
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| Se mia monna Lina si poteva dire un'ottima cuoca, mio nonno Luciano era un provetto ballerino. |
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Una delle buonissime torte di Marina
Vuoi mangiarla? |
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